Programma Regionale della Prevenzione 2014-2019

Il Programma di Prevenzione degli Incidenti Domestici
Fare prevenzione mediante strategie di intervento attive e/o passive consente di impedire che si verifichino incidenti (prevenzione primaria) o di ridurne le conseguenze immediate (prevenzione secondaria).

La prevenzione attiva consiste nell’informare sui rischi e sulle possibilità di intervento; essa promuove la sorveglianza e la protezione di bambini piccoli da parte dei genitori e in generale la diffusione di una cultura della sicurezza, mediante l’educazione al rischio. Le informazioni riguardano i principali rischi presenti nell’abitazione legati anche alle caratteristiche dei soggetti che vi abitano. La prevenzione passiva, invece, consiste nell’impiego di dispositivi che agiscono autonomamente e indipendentemente dall’intervento umano.

Il Programma di Prevenzione degli Incidenti Domestici, di cui l’Azienda Ulss 5 Polesana è l’Azienda funzione, rientra nel Piano della Prevenzione della Regione del Veneto (2014-2018).

Poiché gli incidenti domestici hanno conseguenze più gravi in termini di mortalità e di invalidità permanente quando accadono ai bambini in età prescolare e agli anziani, il Programma della Regione del Veneto prevede la realizzazione sul territorio di progetti appositamente studiati per queste due fasce d’età.

I progetti attivi sono:

  • Baby Bum, cambia la vita cambia la casa, dedicato ai bambini di 0-3 anni. Promuove la sicurezza domestica dei bambini attraverso un breve intervento informativo degli operatori sanitari che si rapportano con i genitori dei bambini di questa fascia di età;
  • Affy Fiutapericolo, progetto nazionale del CCM, per i bambini di 3-6 anni che frequentano la scuola dell’infanzia. Tale progetto, che coinvolge anche genitori e insegnanti, affronta il problema della sicurezza domestica con un approccio ludico;
  • Argento Attivo, mirato alla promozione di corretti comportamenti per prevenire le cadute degli anziani attraverso il coinvolgimento dei caregiver. Il progetto si prefigge di raggiungere gli anziani attraverso i canali dell’assistenza sanitaria, sociale e del volontariato.


Il programma regionale di Prevenzione degli Incidenti Domestici 2014-2018 si propone di dare continuità alle azioni già intraprese, aumentarne la diffusione nel territorio regionale, coinvolgere il target “intermedio” costituito dalla popolazione adulta
, nell’ambito della quale gli eventi accidentali sono più frequenti, seppur meno gravi, sviluppare nuovi strumenti di comunicazione, offrire una formazione rivolta a tutte le figure professionali sanitarie, diffusa su tutto il territorio regionale, offrire una formazione ed addestramento specifici per gli operatori della Scuola, aperti ai genitori.

Tra le varie iniziative di prevenzione avviate a livello istituzionale, le più efficaci sembrano essere quelle che considerano approcci multipli: campagne di informazione e di educazione (verso anziani, bambini, genitori), formazione di operatori sanitari volta all’acquisizione di competenze per la rilevazione della sicurezza degli ambienti domestici, fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza. Secondo il Sistema PASSI, il 30% delle persone che ha ricevuto informazioni sul tema, dichiara di aver poi modificato i propri comportamenti o di aver adottato qualche misura per rendere l’abitazione più sicura. Lo studio di valutazione del progetto AffyFiutapericolo (a.s.2012-2013) ha evidenziato che i genitori coinvolti nel progetto hanno reso più sicura la loro casa, apportando modifiche organizzative e di comportamento rispetto a un gruppo di controllo di genitori che non hanno partecipato al progetto.

Prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti
Gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica rilevante: secondo l’Oms nel mondo sono la nona causa di morte fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Senza adeguate contromisure si stima che entro il 2020 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità.
In Italia l’obiettivo europeo di dimezzare le vittime entro il 2020 pur in presenza di una conferma del trend discendente della mortalità già rilevato nella precedente decade non si realizzerà.
Fattore rilevante ed elemento prioritario del programma è dato dal fatto che pur essendo in diminuzione il tasso di mortalità di pedoni e ciclisti deceduti sulle strade, la quota percentuale di decessi nel decennio è aumentata del 53% per quel che concerne i ciclisti e del 6% per quanto riguarda i pedoni.
Nella regione Veneto il 92,6% degli incidenti stradali sono imputabili al comportamento scorretto del conducente e del pedone nella circolazione, come descritto dal rapporto ISTAT “incidenti stradali in Veneto – anno 2013”. Questo significa che i risultati della diminuzione del trend evidenziati sono sostenuti soprattutto dal miglioramento dei requisiti di sicurezza passiva degli autoveicoli (cinture, airbag, assorbimento d’urto, abs, dispositivi automatici di avviso pericolo, ecc.) e non da cambi nei comportamenti.

Gli obiettivi specifici del programma sono promuovere una mobilità sostenibile e la sicurezza degli utenti deboli della strada, aumentare la percentuale di soggetti che adottano comportamenti corretti, proporre adeguata e capillare informazione sulla sicurezza stradale alla popolazione e ai portatori di interesse, implementando una serie di ATTIVITÀ PRINCIPALI sia rivolte all’ ADVOCACY:

  • realizzazione, condivisione e diffusione di un kit contenente repertorio buone pratiche, vademecum per utenza debole, video-spot “percorsi comuni”
  • Predisposizione di un piano d’azione tipo per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti Promozione di una rete di Enti locali e Istituti scolastici virtuosi che adottano una politica per la sicurezza stradale
  • Promozione del Mobility Manager nelle Aziende pubbliche e private con più di 300 dipendenti
  • Inserimento/rafforzamento delle iniziative per la sicurezza stradale nella pianificazione territoriale: zone 30, piste ciclo-pedonali, progettazione rotatorie
  • Valutazione e miglioramento della sicurezza stradale nell’ambiente intorno alle scuole e dimostrazione di percorsi sicuri da e verso la scuola con interfaccia con programma “Muoversì”

che alla COMUNICAZIONE:

  • Condivisione e diffusione report informativi ed epidemiologici
  • Campagne informative con video/cortometraggi nei media e nei social
  • Promozione nel territorio di eventi dedicati alla sicurezza stradale